KLIMT. Grafica d’arte: capolavori in mostra al MuSa di Salò

Dipinto di Gustav Klimt appartenente alla collezione Silvestri
Gustav Klimt, Bisce d’acqua, I (1918; Collezione Silvestri)

La stagione espositiva 2025 del MuSa – Museo di Salò si apre con una mostra di grande fascino e profondità artistica: KLIMT. Grafica d’arte. Dal 22 marzo al 25 maggio, il pubblico avrà l’opportunità unica di immergersi in un viaggio attraverso la produzione grafica di Gustav Klimt, un autentico pioniere della Secessione Viennese e dell’arte moderna. L’esposizione non solo offre uno sguardo approfondito su una parte meno nota della produzione dell’artista, ma esplora anche l’affascinante rapporto che Klimt instaurò con il suggestivo paesaggio del Lago di Garda.

Il legame di Klimt con il Lago di Garda

Gustav Klimt visitò per la prima volta il Lago di Garda nel dicembre del 1903, durante un viaggio che lo portò in varie città italiane. I suoi brevi soggiorni a Torbole il 9 dicembre e a Riva del Garda il giorno seguente lasciarono un segno indelebile nell’artista, che rimase affascinato dalla bellezza dei luoghi. Tanto che, dieci anni più tardi, Klimt tornò sul Lago di Garda per una lunga vacanza estiva, scegliendo Malcesine come luogo di soggiorno, dal 25 luglio all’11 settembre 1913.
Durante quel periodo, secondo lo storico dell’arte Alfred Weidinger, Klimt e i suoi compagni – tra cui l’amica e musa Emilie Flöge – alloggiarono nei pressi di Villa Gruber, a Dosso di Fèri, sulla penisola di Val di Sogno. La quiete e la bellezza della zona ispirarono Klimt, che, servendosi di un cannocchiale, dipinse alcuni dei pochi paesaggi realizzati fuori dall’Austria: Malcesine am Gardasee, Kirche in Cassone e Italienische Gartenlandschaft. Queste opere si distinguono per l’intensa capacità dell’artista di catturare l’essenza dei luoghi, conferendo loro un’aura quasi mistica.

I dipinti realizzati sul Garda hanno una storia complessa e, in alcuni casi, drammatica. Malcesine am Gardasee, inizialmente acquistato dall’industriale Victor Zuckerkandl, passò in seguito ai collezionisti August e Serena Lederer. Sebbene per lungo tempo si sia creduto che fosse stato distrutto nell’incendio del Castello di Immendorf nel 1945, ricerche recenti dello storico Paolo Boccafoglio suggeriscono che il quadro possa aver avuto un destino diverso, benché resti ancora sconosciuto. Di quest’opera rimangono oggi soltanto delle fotografie.
Kirche in Cassone, anch’esso appartenuto alla collezione Zuckerkandl, dopo essere stato confiscato durante il regime nazista, è stato restituito agli eredi nel 2009. L’anno seguente è stato messo all’asta da Sotheby’s a Londra e il suo attuale proprietario rimane anonimo.
Italienische Gartenlandschaft, invece, fu venduto all’imprenditore Heinrich Böhler e, successivamente, acquistato dal collezionista svizzero Fritz Kamm. Oggi fa parte della “Sammlung Kamm” ed è esposto al Kunsthaus di Zug, in Svizzera.

La mostra al MuSa

All’interno del percorso espositivo curato da Federica Bolpagni ed Elena Ledda, in collaborazione con la Klimt Foundation di Vienna, sono presenti oltre 70 opere grafiche che testimoniano l’eclettismo di Klimt e il suo approccio multidisciplinare all’arte. Tra le opere in mostra, spiccano la litografia Amore (1896-1900), l’eliografia La Speranza (1907-1908) e il disegno originale Donna con violoncello (1906-1907).
Particolarmente interessanti sono le tavole provenienti dalle storiche cartelle d’epoca come Das Werk von Gustav Klimt (1918), Fünfundzwanzig Handzeichnungen (1919) e Eine Nachlese (1931), che non solo documentano i dipinti andati perduti, ma rivelano anche i soggetti e i motivi centrali nella carriera dell’artista.
Un ruolo speciale è riservato alla rivista Ver Sacrum, organo della Secessione Viennese, di cui sono esposte edizioni originali pubblicate tra il 1898 e il 1903. Fondato dallo stesso Klimt con altri artisti, questo periodico ha ridefinito i canoni della grafica editoriale, segnando una svolta storica nella modernizzazione dell’arte europea.
La mostra KLIMT. Grafica d’arte al MuSa non è solo un’esposizione, ma un viaggio tra arte, storia e paesaggi, in grado di emozionare sia gli esperti che il grande pubblico. La cornice del Lago di Garda aggiunge ulteriore magia a un’esperienza culturale di rara intensità.

Informazioni utili

Data: 22 marzo – 25 maggio 2025
Luogo: MuSa – Museo di Salò
Indirizzo: Via Brunati 9, Salò (Brescia)
Orari: martedì – domenica dalle ore 10 alle 18
Sito web: MuSa – Museo di Salò

Fonti

Finestre dell’Arte

Museo di Salò

di Deborah Finocchiaro

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